I dintorni di San Miniato
Balconevisi : Antico borgo del contado sanminiatese .quelle dipendenti dalla Pieve di Corazzano .Il paese situato su una collina di tufo, si snoda lungo la via principale, fino alla  villa-fattoria, già appartenuta alla famiglia Strozzi. Nella parte opposta del paese, di un certo interesse architettonico, troviamo i ruderi di un'antica chiesa costruita  in cotto, con l'adiacente campanile a tre ripiani con bifore gotiche. Balconevisi è rinomata soprattutto per i  tartufi bianchi. (Tuber  Magnatum  Pico).
 
Bucciano : Anch'esso antico borgo sanminiatese, è situato su una collina tra i torrenti Egola e Chiecina e conserva l'antico aspetto medievale. L'antica chiesa è oggi in abbandono e alla fine del XIX secolo la parrocchia fu trasferita nella duecentesca chiesa di San Regolo posta in posizione sottostante a poche decine di metri dall'abitato
 
Cigoli : Antico castello già "Castrum de Ceulis" presso il quale fu costruita la chiesa di Sant'Andrea a Bacoli . Fu patria del celebre pittore Ludovico Cardi detto "Il Cigoli" (1559- 1613). I monaci Umiliati nella seconda metà del secolo XIII vi si  stabilirono e nel punto più alto della collina costruirono la chiesa e il convento di S. Maria. La chiesa divenne pieve e parrocchia dopo il 1579, quando vi fu trasferito il fonte battesimale dell'antica Pieve di San Giovanni e San Saturnino di Fabbrica. I frati
Umiliati furono custodi della miracolosa immagine della Vergine del Santissimo Rosario che qui si venera ed è meta di pellegrinaggi fin dal '300.

Corazzano :
Situato sulla destra del torrente Egola, lungo la strada per Montaione, è noto per l'antica Pieve di San Giovanni, che un tempo dava il nome alla località.
Già edificata nel VIII - IX secolo in prossimità della via francigena, l'attuale edificio risale al XII secolo.
 Dal 1491 la Pieve fu incorporata nel capitolo della Metropolitana di Firenze e poi i suoi beni passarono sotto il patronato fiorentino.

 

                                            (Pieve di Corazzano)

 

 

Isola : E' un antico agglomerato situato sulla confluenzadell'Elsa con l'Egola. Deve il suo nome ad un'isola fluviale esistente prima dell'anno 1000.
 
La Catena : località ai piedi del colle di Cigoli, sulla statale tosco-romagnola e prende il suo nome da una catena che controllava il traffico delle merci tra Firenze e Pisa,
per la riscossione della gabella (Tasse!) da parte del libero
comune di San Miniato e poi della repubblica fiorentina. Nei pressi sorse la famosa badia camaldolese di Santa Gonda (secolo XII) e la chiesa di Sant'Andrea a Bacoli, dove, secondo la leggenda, i dignitari sanminiatesi ricevettero San Francesco per condurlo nella loro città.
 
La Scala : E' una località in espansione situata sulla tosco-romagnola e deve il suo nome all'ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, da cui dipendeva quello di San Miniato, che qui aveva istituito una stazione di ricovero e un'osteria nelle vicinanze della via francigena. Nei pressi sorge l'antica chiesa di san Pietro alle Fonti.
 
La Serra : E' un borgo agricolo situato in pianura su un importante quadrivio, sulla riva sinistra dell'Egola. Sulle colline nelle vicinanze della frazione sorgono i borghi medievali di Bucciano e Montebicchieri.
 
Molino d'Egola:  Borgo agricolo situato lungo l'affluente dell'Arno, sotto la collina di Cigoli, a poca distanza del centro di Ponte a Egola.
 

Montebicchieri : Come vecchio borgo, del Comune di San Miniato  è oramai disabitato. L'origine del castello di Montebicchieri risale al 1200, quando alcuni superstiti del vicino castello di Vetrignano vi si
stabilirono erigendo nuove fortificazioni e una chiesa dedicata a Santa Lucia eretta a parrocchia nel 1204. La funzione
di fortilizio era dovuta soprattutto al fatto che il castello era veramente inaccessibile, soprattutto sul lato prospiciente la Valdegola, grazie al terreno scosceso e alla doppia cinta di mura, di cui quella interna circondava un pianoro nel quale
si erigevano sei torri.Terminata la funzione di fortilizio il castello fu ridotto a villa gentilizia nel 1675 .Nel 1744 il borgo di Montebicchieri entrò a far parte della comunità di San Miniato.Oggi è formato da alcune case disabitate, dalla villa -castello e dalla chiesa di Santa Lucia.

Moriolo: Ricordato in un documento del 786, fu borgo fortificato del Comune di San Miniato e dopo una ribellione passò sotto l'egemonia sanminiatese.

Nel 1260 compare la sua Chiesa dedicata a San Germano per suffraganea della Pieve di Corazzano.

 

                                                         (Chiesa di San Germano)
 

 

 

  (Ponte a Egola Il campanile)

Ponte a Egola : Le prime notizie del ponte sulla strada pisano-fiorentina risalgono al XIV secolo. All'inizio del 1700 ancora non esistevano abitazioni in muratura lungo la strada, ma solo alcune capanne di contadini.
Nel 1742 Ponte a Egola è nominata come località e sulla strada intorno al ponte vivevano una trentina di famiglie. Molto importante per lo sviluppo del borgo fu l'azione dei Lorena; l'abolizione dei dazi e la sistemazione della rete viaria consentirono l'incremento della popolazione e l'aumento dei traffici. Alla fine del '700 il borgo poteva contare su circa 300 abitanti. Nella seconda metà del XIX secolo, con l'istituzione della parrocchia e la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore, Ponte a Egola acquistò una propria autonomia staccandosi definitivamente da Cigoli e Stibbio. Il villaggio in questo periodo era formato da due nuclei di case: uno, il Ponte a Egola, vero e proprio intorno al ponte, l'altro a ridosso delle colline di San Romano, chiamato "Marinellato" perché anticamente abitato dalla famiglia Marinelli. Intorno alla metà del secolo comincia a diffondersi l'attività conciaria.
Di rilevante importanza è stato il boom economico degli anni '60, che hanno fatto di Ponte a Egola  di un importante centro industriale.


 

Ponte a Elsa : E' un importante centro sulla statale tosco-romagnola, al confine tra la provincia di Pisa e di Firenze, per cui appartiene solo in parte al territorio del comune di San Miniato. Sorge nel luogo in cui già nel XIII secolo fu costruito il ponte sull'Elsa che dà il nome all'abitato.
 

Roffia : E' una località lungo la riva sinistra dell'Arno ed ha un'origine molto antica, essendo già citata in un documento del 991. La sua chiesa parrocchiale di San Michele appartenne alla Pieve di San Genesio. Dal borgo prese il nome un importante famiglia sanminiatese.Nei pressi della località è situato un lago formatosi nei secoli XIV-XV per le piene dell'Arno. Per il lago, oggetto di escavazioni di materiali inerti, è stato individuato un piano di recupero, per la formazione di un parco fluviale comprendente un bacino utilizzato per gare di canoa , canottaggio , kayak ed una zona di verde attrezzato per il tempo libero.
 

San Donato  : E' un moderno centro industriale, sulla riva sinistra dell'Arno, di fronte a Santa Croce.Negli ultimi decenni ha conosciuto un notevole sviluppo, legato alla crescente industrializzazione del vicino centro conciario.
 
San Miniato Basso : Il paese fu ufficialmente chiamato San Miniato Basso nel 1924, allorchè il Municipio sanminiatese volle riunire sotto questo nome i tre popoli di Pinocchio, Casenuove e Ontraino.  Molto importante per gli abitanti dell'odierna San Miniato Basso, fu la fine del secolo XIV: nel 1738 fu tracciata la strada da San Miniato Basso per Fucecchio, con la costruzione dei ponti del Pidocchio (oggi volgarizzato in Pinocchio) e di Ribecco.
 
San Romano : E' un importante centro sulla tosco-romagnola appartenente al Comune di San Miniato solo nella parte orientale .La parte alta è comunemente chiamata Casotti, quella bassa, lungo la ferrovia a sinistra dell'Arno, è invece chiamata "le buche"  per ricordare  la presenza (nel passato) di depositi interrati ( lungo la linea ferroviaria) dove venivano scaricati i cereali, il carbone, il sale ecc...
 
Stibbio : L'antico borgo di Stibbio per tutto il secolo XII fu feudo pisano, fu tolto a San Miniato nel 1314 dal Signore di Pisa e Lucca, Uguccione della Faggiola, che però dovette restituirlo nel 1329, a seguito della pace di Montopoli. Dal XV secolo, in seguito ad un forte calo demografico, iniziò la decadenza e nel 1744, a seguito delle riforme leopoldine, entrò a far parte della nuova comunità di San Miniato. Nel 1839 parte del suo territorio venne trasferito nella giurisdizione di Montopoli.